Lentini  Oggi:  Scrittori

Salvatore Litrico 

Note Biografiche

Nato a Catania il 6/11/1963. Di umili origini trae sostentamento di vita nell'attivita' di pescatore che pratica da sempre nel lentinese. Fin da giovanissimo e' incline alla poesia per cui trae ispirazione dalle bellezze dei suoi luoghi: natura,mare e cielo. Ha pubblicato nel 1993 "la nebbia che dirada" - Lalli editore. Sue poesie compaiono nei volumi: Nuova poesia contemporanea - ed.libroitaliano (1996) e Enciclopedia dei poeti siciliani - Nicola Calabria editore (1998). Ha conseguito nel 1998 il 1░ premio nella III edizione premio nazionale di poesia "Sorrentinum" (sezione poesie Haiku) di Patti (ME). Nel 1999 nella IV edizione dello stesso premio ha ottenuto il 2░ posto ed e' risultato finalista nel premio di poesia "Silogie" di Tindari.  Inoltre e' risultato 2░ nel premio "Melisium" (1997) e finalista nel concorso letterario "Logos" (1998). Di prossima pubblicazione il suo nuovo lavoro "Fogli" edito da Nicola Calabria Editore

  Le Opere

La nebbia che dirada - Lalli editore (1993)

di prossima uscita:  Fogli - N.Calabria editore (2000)

 

Vento contorto

Come carta straccia un volantino / politico dal vento contorto. / Questi valori le idee da conseguire / come di te ho altro da inseguire / una strada corsa e ricorsa. / E forse non ha beneficio reprimerla. / Tu al vento fai un rumore strano, ti / arrotoli e ti stendi, impassibile / al nulla.

Tempo rincorso invano

Vorrei ritornare indietro nel tempo per / poter rivedere il suo dolce incanto / Quel bene che c'e' in lei mi da tormento tale / che la mia mente non ha scampo e soffro / senza un lamento, perche' la colpa e' solo mia / e col tempo che passa, rivedo il suo volto / meno bello perche' la vita puo' soffocare / quel che in noi e' migliore. / Perdonami se ti ho seccata, sento la vita amara / per me che devo accettare il tuo rifiuto che / scolorisce il tempo, che lo rende vano, triste / ed e' senza speranza il mio pianto perche' / mi hai illuso: ed io ti compiango ma e' anche / vero, donna, che mi hai dato tanto. / E sara' finita, a me non resta che un / buio pianto, di questo tempo rincorso invano / sono stanco. 

Vera sei nella mia vita

Sempre bella come quel giorno mi / vieni in mente, il tempo non e' / passato, indelebile luce, deformato / pensiero il mio, ma fiero e / sincero. Sfortunato il sogno / in terra, ma felice di sognare / quel sereno giorno che mi ha / fatto vedere la primavera / nell'inverno intorno vera, vera sei nella / mia vita.

La nebbia che dirada

La nebbia che dirada, / che rivela una vana assenza, una / donna irreale nella moltitudine / umana disperarsi, rivangare un breve sognare.

La natura

La natura  e il verde si rigenera e conserva. / Uccelli dall'armonioso volo, animali camminano, / l'aria che pervade dolce. / Il bombo torna, e tutta la famiglia di insetti / affaccendati. / e tutte colpisce la stabilita' dei mortali.

Squarcio nel buio

Squarcio nel buio, i primi chiari rossi / fuochi. / Onda del disco solare. / Aspettano gli animali diurni. / E noi ore regolari l'ansia patire. / Tutta la natura perseguita, l'ombra degli / alberi ritti in cielo dona speranza. / Corrono i fiumi, viaggiano le stelle. / Non si conosce fine.

La bella stagione

Comincia solito, dopo la bufera grandi venti invernali / le spiagge di nuovo s'affollano. / Assieme il passo di ogni anno, le storie del tempo, / quelle estati brevi bambino e a fine stagione / le spiagge tornavano al mare, poi gli odori / della stagione. Ancora piccolo le mattine a pescare. / Crescere, mutare. / Gli amici stagionali, il ricordo di quel ragazzo / ora grande. / Le sere al lume si discuteva. / La notte della stagione passa presto, e poi / la lunga giornata. / La grande estate perche' finisce? / Oggi quello stesso mare le correnti di un colore blu. / Ora che si muta, e l'estate se ne andra'.

                               

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